Guerrilla Marketing: dalla teoria alla pratica

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A seguito del precedente articolo torniamo a parlare di Guerrilla Marketing partendo dalle teorie di J.C Levinson che tenterò di riassumere in 7 fasi che, come potrete vedere, diventano anche 7 passi indispensabili quando si intende questo percorso comunicativo.
Guerrilla Marketing: dalla teoria alla pratica
PROGETTIAMO UN’AZIONE DI GUERRILLA MARKETING

“Cosa voglio che facciano i miei clienti? Qual è, soprattutto, l’azione più importante a cui li sto invitando con il mio messaggio?”, queste le prime domande da porsi prima di implementare una strategia di Guerrilla in questo modo avremo ben chiari i nostri goal di marketing.

Quale plus offriamo ai nostri clienti?
Il passo successivo è quello di capire come si può raggiungere questo obiettivo. Conoscere i punti di forza del proprio brand/prodotto sui quali puntare, è fondamentale.  Capire come si intende raggiungere questi obiettivi, descrivendo i benefici per i nostri clienti, viene subito dopo. Fondamentale in questa fase è riconoscere il proprio vantaggio competitivo, l’uninque selling proposition (l’argomento unico di vendita sul quale la campagna pubblicitaria deve fondarsi.
La messa in evidenza di un singolo punto, di vantaggio o caratterizzante, su cui concentrare il messaggio per renderlo attraente agli occhi del consumatore) che serve a distinguere la propria azienda dagli altri competitor.

Cosa vogliono i miei clienti?
Individuare il proprio target di riferimento: chi acquisterà questi prodotti o servi? In alcuni casi è utile evidenziare un target primario e uno secondario.

Individuate le nicchie di pubblico: uno dei mantra da tenere in considerazione al giorno d’oggi è, infatti, che è più facile e più conveniente,  soddisfare i bisogni di uno stretto gruppo di persone piuttosto che puntare ad un pubblico troppo ampio.

Quali armi possiamo usare nel guerrilla marketing? Quali forme può assumere la nostra comunicazione?
Potenzialmente infinte. Purché il linguaggio utilizzato sia adatto al tipo di business e al proprio cliente.

Il successivo consiglio di Levison è non perdere di vista l’identità del proprio business: in un tempo in cui non si acquistano più semplici prodotti o servizi, ma si acquistano marche è importante, infatti, che il brand abbia personalità e riesca a trasmetterla in ogni sua azione.

Stabilire il budget è uno step immancabile o preliminare, del resto, all’ideazione di qualsiasi operazione di marketing e di comunicazione.


GLI STRUMENTI PER FARE GUERRILLA MARKETING

Se lo scopo è permettere ad aziende con basso potere di spesa (small business) di massimizzare i ritorni con budget contenuti, comunque, anche il mix di strumenti da utilizzare deve essere low budget. Secondo la teoria originale, il guerrilla marketing ha bisogno soltanto di:
tempo,
energia,
immaginazione.

Il tempo è indispensabile quando si deve pianificare una vera e propria strategia di guerrilla marketing che non può esaurirsi in una singola azione isolata.
“L’energia e l’immaginazione fanno parte di quel bagaglio di soft skill che non possono non essere richieste a chi si occupa di marketing. Bagaglio che comprende, ovviamente, anche la creatività e tutti gli asset creativi di cui può disporre un’azienda”.

La vera chiave di volta per fare un buon guerrilla marketing è, in altre parole, agire sulla personalità di chiunque sia coinvolto nella definizione della strategia.

Organizzare la campagna.

A livello operativo dunque, organizzare una campagna di guerrilla marketing, richiede di mettere in campo professionalità e competenza molto specifiche, diverse di caso in caso e a seconda del concept creativo.

Ci sono anche delle importanti considerazioni logistiche da prendere in considerazione per azioni di guerrilla marketing, che non avvengono in luoghi di proprietà come ad esempio,  pagare la concessione delle spazio pubblico o conoscere se ci sono regolamenti speciali da rispettare, come quelli che riguardano le riprese audiovisive e, più in generale, le operazioni nelle stazioni metro. Una strategia di guerrilla marketing deve essere rispettosa delle leggi e delle persone.

I CONSIGLI DEGLI ESPERTI
Quali i consigli per cui brand, aziende o altri soggetti vogliano fare guerrilla marketing non possono fare a meno?
Chiunque abbia una certa familiarità con questa materia, concorda pertanto nel dire, che un buon punto di partenza è stendere un piano di guerrilla marketing. E’ un’operazione che richiede del tempo ed in questa fase ci si confronta continuamente con concetti come posizionamento aziendale o identità del brand ed è importante che ogni decisione sia condivisa con i vertici aziendali.

Si dovrebbe considerare comunque che, soprattutto se si è alle prime armi, potrebbe essere utile creare inizialmente un piano di guerrilla marketing solo su un determinato prodotto o servizio ed aspettare che siano i feedback a guidare in modo tattico per raggiungere risultati migliori.

«Come dice Levinson, del resto, “il marketing è la verità resa affascinante”: dobbiamo prima di tutto assicurarci di avere – o di lavorare a – un prodotto o un servizio che ci distinguono in una determinata nicchia e con un posizionamento ben fatto e, poi, renderlo affascinante attraverso il Guerrilla Marketing»

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